Home About International University Project Conferences Courses Lectures Projects Publications Readings Contribute Contact      

home \ projects \ step \ trattato sulla legge \ quaestio 97 \ articolo 4

STEP home

Trattato sulla Legge

Conferenze

Saggi

Studiosi

Link utili

 

 


 
 
STEP - St. Thomas Education Project
 
     
 
<<<   ARTICOLO   >>>
 
 

SAN TOMMASO D'AQUINO

 

SULLA LEGGE

 

SOMMA TEOLOGICA

PRIMA SECUNDAE (I-II)

(Trad. Giuseppina D'Addelfio)

QUAESTIO 97

Sul cambiamento delle leggi

ARTICOLO 4

 

Coloro che governano i popoli possono

dispensare dall’osservanza delle leggi umane?

 

 

Circa il quarto punto procediamo così: Sembra che coloro che governano i popoli non possano dispensare dall’osservanza delle leggi umane. La legge infatti è stabilita «per il bene comune», come dice Isidoro (2 Etymol., c. 10; 5, c. 21). Ma il bene comune non deve mai esser intralciato dal vantaggio privato di una persona: perché, come dice il Filosofo nel primo libro dell’Etica Nicomachea (c. 2): «il bene di un popolo è più divino del bene di un singolo uomo». Dunque sembra che non si deve dispensare nessuno affinché agisca contro il bene comune.

 

2. Inoltre, a coloro che comandano sugli altri dice il Deuteronomio (1, 17) «darete ascolto al piccolo come al grande, né farete accezione di persona alcuna, perché di Dio è il giudizio». Ma concedere a qualcuno quello che ordinariamente si nega a tutti è fare accezione di persone. Quindi coloro che governano i popoli non possono concedere tali dispense, poiché questo è contro un precetto della legge divina.

 

3. Inoltre, la legge umana, qualora sia retta, è necessario sia concorde con la legge naturale e con la legge divina: altrimenti, infatti, «non è congruente con la religione», né «concorda con la disciplina», cose che sono richieste alla legge, come dice Isidoro (2 Etymol., c. 10; 5, c. 3). Ma dalla legge divina  e dalla legge naturale nessun uomo può dispensare. Quindi nemmeno dalla legge umana

 

Ma di contro vi è ciò che l’Apostolo dice, nella Prima Lettera ai Corinti (10, 17): «Mi è stato conferito l’incarico di dispensare».

 

Rispondo dicendo che il termine ‘dispensa’ implica propriamente la commisurazione di qualcosa di comune al singolo: di conseguenza anche chi governa una famiglia si dice amministratore [dispensator], poiché ad ogni persona della famiglia, secondo il peso e la misura, distribuisce sia il lavoro sia il sostentamento necessario alla vita. Così dunque anche in qualsiasi popolo si dice che uno dispensa per il fatto che ordina in quale modo un dato precetto comune sia da applicare ai singoli. Ma avviene talora che un precetto che è per il vantaggio del popolo nella maggio parte dei casi non sia appropriato per una data persona, o in questo caso, perché o tramite esso qualcosa di meglio è impedito, o anche perché implica un qualche danno, come emerge dalle cose dette sopra (q. 96, a. 6). Sarebbe però pericoloso lasciare questo al giudizio di qualsiasi uomo, a meno che non ci sia un evidente e immediato pericolo, come sopra è stato detto (ibid.).E perciò quello che ha il compito di governare il popolo, ha il potere di dispensare dalla legge umana quelli che ricadono sotto la sua autorità, cioè può concedere di non osservare il precetto della legge a quelle persone o in quei casi rispetto a cui la legge risulta manchevole. – Se invece egli non per questa ragione, ma solo per la sua volontà, concede questo, non sarà fedele nel dispensare o sarà imprudente; infedele, se non bada al bene comune; imprudente invece, se ignora il motivo della dispensa. Per questo il Signore dice (Lc 12, 42): «Qual è l’amministratore fedele e prudente che il signore metterà a capo della sua famiglia?»

 

Risposta al primo argomento: quando si dispensa uno dall’osservare la legge comune, non si deve far questo a danno del bene comune, ma con l’intenzione di promuovere codesto bene.

 

Risposta al secondo argomento: non è accezione di persona se non si osserva l’uguaglianza con persone disuguali. Di conseguenza, se quando le condizioni di una persona richiedono che ragionevolmente nei suoi confronti si osservi un comportamento speciale, non è accezione di persona se vi si concede una grazia speciale.

 

Risposta al terzo argomento: la legge naturale nella misura in cui contiene precetti comuni, che non falliscono mai, non può implicare alcuna dispensa. Invece dagli altri precetti, che sono come conclusioni dei precetti generali, talora l’uomo viene dispensato: ad esempio, quando si dispensa dal restituire un prestito ad un traditore della patria, o altre cose del genere. – Rispetto poi alla legge divina qualsiasi uomo si trova così come la persona privata si trova rispetto alla legge pubblica cui è sottoposta. Di conseguenza, così come dalla legge umana pubblica non può dispensare nessuno se non colui che dalla legge ne ha autorità, o un suo incaricato, allo stesso modo dai precetti del diritto divino, che provengono da Dio, nessuno può dispensare se non Dio, o qualcuno da lui incaricato in maniera speciale.

 

 
     

SULLA LEGGE

SULLA LEGGE IN GENERALE

I-II, q. 90, Sull’essenza della legge

I-II, q. 91, Le diverse leggi

I-II, q. 92, Sugli effetti della legge

SULLE PARTI DELLA LEGGE

Legge eterna

I-II, q. 93, Sulla legge eterna

Legge naturale

I-II, q. 94, Sulla legge naturale

Legge umana

I-II, q. 95, Sulla legge umana in se stessa

I-II, q. 96, Sul potere della legge umana

I-II, q. 97, Sul cambiamento delle leggi

Legge antica

I-II, q. 98, Sulla legge antica

I-II, q. 99, Sulla distinzione dei precetti della legge antica

I-II, q. 100, Sui precetti morali

I-II, q. 101, Sui precetti cerimoniali in se stessi

I-II, q. 102, Sulle cause dei precetti cerimoniali

I-II, q. 103, Sulla durata dei precetti cerimoniali

I-II, q. 104, Sui precetti giudiziali

I-II, q. 105, Sulla natura dei precetti giudiziali

Legge nuova

I-II, q. 106, Sulla legge nuova (che è la legge del Vangelo) in se stessa

I-II, q. 107, Sul confronto tra la legge nuova e la legge antica

I-II, q. 108, Sulle cose che sono contenute nella legge nuova