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SAN TOMMASO D'AQUINO

 

SULLA LEGGE

 

SOMMA TEOLOGICA

PRIMA SECUNDAE (I-II)

(Trad. Giuseppina D'Addelfio)

QUAESTIO 96

Sul potere della legge umana

ARTICOLO 5

 

Tutti gli uomini sono soggetti alla legge umana?

 

 

Circa il quinto punto procediamo così. Sembra non tutti siano soggetti alla legge umana. Sono infatti soggetti alla legge quelli per i quali la legge è fatta. Ma l’Apostolo dice, nella Prima lettera ai Timoteo (1, 9) che «la legge non è per il giusto». Quindi i giusti non sono soggetti alla legge umana.

 

2. Inoltre, il Papa Urbano dice, ed è affermato anche nel Decreto (19, q. 2): «Non c’è ragione di costringere alla legge pubblica, chi è governato dalla legge privata». Ora dalla legge privata dello Spirito Santo sono governati tutti gli uomini spirituali che sono figli di Dio, secondo quanto si legge nella Lettera ai Romani (8, 14) «Quelli che sono guidati dallo Spirito Santo, questi sono figli di Dio». Quindi non tutti gli uomini sono soggetti alla legge umana.

 

3. Inoltre, l’esperto di diritto che «il principe è sciolto dalle leggi». Ora chi è sciolto dalla legge, non è soggetto alla legge. Quindi non tutti sono soggetti alla legge.

 

Ma di contro vi è ciò che l’Apostolo dice, nella Lettera ai Romani (13, 1 e ss.): «Ogni persona sia sottoposta alle autorità superiori». Ma non sembra che possa essere sottoposto ad una autorità chi non è soggetto alla legge che questa autorità emana. Quindi tutti gli uomini devono essere soggetti alla legge umana.

 

Rispondo dicendo che, come emerge dalle cose dette prima (q. 90, aa. 1 e 2; a. 3), la legge implica due cose nella sua nozione: in primo luogo, il fatto che è una regola degli atti umani; in secondo luogo, il fatto che ha forza coercitiva. Perciò uno può essere soggetto alla legge in due modi. In un modo, come il regolato alla regola. E in questo modo tutti quelli che sono soggetti ad una autorità sono soggetti alla legge che questa autorità emana. Ora, che uno non sia soggetto ad una autorità, può accadere in due modi. In un modo, perché è totalmente estraneo al suo dominio. Quindi quelli che appartengono ad una città o ad un regno, non sono soggetti alle leggi emanate dal principe di un’altra città o di un altro regno, e così nemmeno al suo dominio. In altro modo, per il fatto che sono governati da una legge superiore. Per esempio, qualora uno sia soggetto al proconsole, deve stare al sui comando, ma tuttavia non in tutte quelle cose che gli sono ordinate dall’imperatore: infatti in questo caso non è tenuto al comando dell’inferiore, essendo governato da quello del superiore. E in questo senso può capitare che uno, pur essendo pienamente soggetto alla legge, non sia ad esso tenuto in certe cose, rispetto alla quali è retto da una legge superiore.
In un altro modo si dice che uno è soggetto alla legge così come un forzato alla catena. E in questo modo gli uomini virtuosi e giusti non sono sottomessi alla legge, ma solo i malvagi.  Infatti ciò che è forzato e violento è contrario alla volontà. Ora, la volontà dei buoni concorda con la legge, dalla quale invece la volontà dei malvagi discorda. E perciò in base a questo i buoni non sono sotto la legge, ma solo i malvagi.

 

Risposta al primo argomento: esso procede riguardo alla sottomissione che si dà al modo della coazione. Così infatti «la legge non è per il giusto»: perché «i giusti sono legge a se stessi», quando «mostrano l’opera della legge scritta nei loro cuori», così come l’Apostolo dice nella Lettera ai Romani (2, 14-15). Di conseguenza in costoro la legge non ha forza coercitiva, così come invece ha negli ingiusti.

 

Risposta al secondo argomento: la legge dello Spirito Santo è superiore ad ogni legge umana positiva. E perciò gli uomini spirituali, in quanto sono guidate dallo Spirito Santo, non sono sottoposti alla legge riguardo a quelle cose che contrastano con la guida dello Spirito Santo. Ma tuttavia appartiene alla guida dello Spirito Santo la sottomissione delle persone spirituali alle leggi umane, secondo quello che è scritto nella Prima lettera di Pietro (2, 13): «Siate soggetti per amore di Dio ad ogni istituzione umana».

 

Risposta al terzo argomento: principe è considerato sciolto dalla legge, rispetto alla forza coercitiva di essa: nessuno infatti propriamente può costringere se stesso. D’altra parte la legge non riceve la propria forza coercitiva che dall’autorità del principe. Così dunque il principe è detto sciolto dalla legge, perché nessuno può condannarlo se agisce contro la legge. Dunque a tal proposito, sull’espressione del Salmo 50 (6) «Contro te solo ho peccato», dice la Glossa che «il re non ha un uomo che ne giudichi gli atti». – Ma rispetto alla forza direttiva della legge, il principe è di propria volontà soggetto alla medesima, secondo quanto viene detto nel Diritto «Chiunque stabilisce una norma per altri, egli stesso deve servirsi di essa. E l’autorità del Sapiente dice: “Ubbidisci alla legge che tu stesso hai stabilito”». Dal Signore sono rimproverati anche quelli che «dicono e non fanno» e quelli che «impongono pesanti fardelli agli altri ed essi stessi non vogliono muoverli nemmeno con un dito», come si dice nel Vangelo secondo Matteo (22, 3,4). Di conseguenza, rispetto al giudizio di Dio, il principe non è sciolto dalla legge nella sua forza direttiva, ma deve volontariamente, e non perché costretto, seguire la legge. – Il principe è sopra la legge anche nella misura in cui, se fosse necessario, può mutare la legge, dispensare rispetto ad essa, secondo le condizioni di luogo e tempo.

 

 
     

SULLA LEGGE

SULLA LEGGE IN GENERALE

I-II, q. 90, Sull’essenza della legge

I-II, q. 91, Le diverse leggi

I-II, q. 92, Sugli effetti della legge

SULLE PARTI DELLA LEGGE

Legge eterna

I-II, q. 93, Sulla legge eterna

Legge naturale

I-II, q. 94, Sulla legge naturale

Legge umana

I-II, q. 95, Sulla legge umana in se stessa

I-II, q. 96, Sul potere della legge umana

I-II, q. 97, Sul cambiamento delle leggi

Legge antica

I-II, q. 98, Sulla legge antica

I-II, q. 99, Sulla distinzione dei precetti della legge antica

I-II, q. 100, Sui precetti morali

I-II, q. 101, Sui precetti cerimoniali in se stessi

I-II, q. 102, Sulle cause dei precetti cerimoniali

I-II, q. 103, Sulla durata dei precetti cerimoniali

I-II, q. 104, Sui precetti giudiziali

I-II, q. 105, Sulla natura dei precetti giudiziali

Legge nuova

I-II, q. 106, Sulla legge nuova (che è la legge del Vangelo) in se stessa

I-II, q. 107, Sul confronto tra la legge nuova e la legge antica

I-II, q. 108, Sulle cose che sono contenute nella legge nuova