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SAN TOMMASO D'AQUINO

 

SULLA LEGGE

 

SOMMA TEOLOGICA

PRIMA SECUNDAE (I-II)

(Trad. Giuseppina D'Addelfio)

QUAESTIO 98

Sulla legge antica

ARTICOLO 3

 

La legge antica è data da Dio per mezzo degli angeli?

 

 

Circa il terzo punto procediamo così. Sembra che la legge antica non fu data per mezzo degli angeli, ma direttamente da Dio. Angelo, infatti, significa nunzio: e così il termine angelo implica l’idea di ministero, non di dominio, secondo quello che dice il Salmo 102 (20): «Benedite il Signore, voi tutti suoi angeli, suoi ministri». Ma si dice che la legge antica è stata data dal Signore; si dice infatti nell’Esodo (20, 1): «E il Signore disse queste parole», e dopo si aggiunge: «Io sono il Signore Dio tuo». E queste espressioni si ripetono di frequente nell’Esodo e nei libri successivi della legge. Dunque la legge fu data direttamente da Dio.

 

2. Inoltre, così come si dice nel Vangelo di Giovanni (1, 17), «La legge fu data attraverso Mosè ». Ma Mosè la ricevette direttamente da Dio; dice infatti l’Esodo (33, 11): «Il Signore parlava a Mosè faccia a faccia, così come è solito parlare un uomo ad un suo amico». Dunque la legge antica fu data direttamente da Dio.

 

3. Inoltre, soltanto al principe spetta emanare la legge, come sopra è stato detto (q. 90, a. 3). Ma solo Dio è il principe della salvezza delle anime: gli angeli invece sono «spiriti incaricati di un ministero», come si dice nella Lettera agli Ebrei (1, 14). Dunque la legge antica non dovette essere data per mezzo degli angeli, essendo ordinata alla salvezza delle anime.

 

Ma di contro vi è ciò che l’Apostolo dice nella Lettera ai Galati (3, 19): «La legge fu data per mezzo degli angeli per mano di un mediatore». E negli Atti degli Apostoli (7, 53), dice Stefano: «Voi avete ricevuto la legge come trasmessavi da angeli».

 

Rispondo dicendo che la legge fu data da Dio per mezzo degli angeli e di ciò, oltre la ragione generica, che Dionigi indica (Cael. Hir. 4), secondo cui «le cose divine devono essere portate agli uomini attraverso gli angeli», era necessario che vi fosse una ragione speciale. È stato detto (aa. 1, 2), infatti, che la legge antica era imperfetta ma preparava alla perfetta salvezza del genere umana, che sarebbe venuta attraverso Cristo. Ora, così sembra che, in tutte le gerarchie e le arti ordinate tra loro, quello che è superiore compie l’atto perfetto e principale da stesso; invece quelle cose che preparano alla perfezione ultima, le fa attraverso i suoi ministri; così, ad esempio, il costruttore di navi assembla la sua nave da sé stesso, ma prepara il materiale per mezzo degli artefici a lui sottoposti. E perciò era conveniente che la legge perfetta del Nuovo Testamento fosse data agli uomini direttamente da Dio stesso fattosi uomo e che, invece, la legge antica fosse data dai ministri di Dio, cioè dagli angeli. E in questo modo l’Apostolo, all’inizio della Lettera agli Ebrei, dimostra la preminenza della legge nuova su quella antica: perchè nel Nuovo Testamento «Dio ha parlato a noi per mezzo del figlio suo» (1, 2), e nel Vecchio Testamento invece (2, 2) «la parola è trasmessa  per mezzo degli angeli».

 

Risposta al primo argomento: come dice Gregorio, all’inizio dei Moralia, «l’angelo che la scrittura afferma essere apparso a Mosè, ora viene chiamato angelo, ora Signore. Angelo per accennare a colui che svolgeva il compito di parlare esternamente; invece Signore per indicare colui che con la sua presenza interiore dava efficacia alla parola». E quindi è per questo che anche l’angelo parlava a nome di Dio.

 

Risposta al secondo argomento: come dice Agostino (Super. Gen. ad. Litt. 12, c. 27) e come si dice nell’Esodo (33, 11): «Il Signore parlava a Mosè faccia a faccia» e, nell’Esodo poco dopo (18) si aggiunge: «Mostrami la tua gloria», «Sentiva dunque quello che vedeva; e quello che non vedeva desiderava». Quindi Mosè non vedeva l’essenza stessa di Dio, e così non direttamente da Lui veniva istruito. Perciò l’affermazione secondo cui Dio gli parlava «faccia a faccia», riporta un’opinione del popolo, che riteneva che Mosè parlasse a tu per tu con Dio, che gli appariva attraverso una creatura, cioè attraverso un angelo o una nube. – Oppure per visione faccia a faccia si deve intendere una certa contemplazione eminente e familiare, inferiore alla visione dell’essenza di Dio.

 

Risposta al terzo argomento: soltanto il principe ha l’autorità per stabile leggi, ma talora promulga leggi stabilite servendosi di altri. E così Dio per sua autorità istituisce una legge, ma la promulga per mezzo degli angeli.

 

 
     

SULLA LEGGE

SULLA LEGGE IN GENERALE

I-II, q. 90, Sull’essenza della legge

I-II, q. 91, Le diverse leggi

I-II, q. 92, Sugli effetti della legge

SULLE PARTI DELLA LEGGE

Legge eterna

I-II, q. 93, Sulla legge eterna

Legge naturale

I-II, q. 94, Sulla legge naturale

Legge umana

I-II, q. 95, Sulla legge umana in se stessa

I-II, q. 96, Sul potere della legge umana

I-II, q. 97, Sul cambiamento delle leggi

Legge antica

I-II, q. 98, Sulla legge antica

I-II, q. 99, Sulla distinzione dei precetti della legge antica

I-II, q. 100, Sui precetti morali

I-II, q. 101, Sui precetti cerimoniali in se stessi

I-II, q. 102, Sulle cause dei precetti cerimoniali

I-II, q. 103, Sulla durata dei precetti cerimoniali

I-II, q. 104, Sui precetti giudiziali

I-II, q. 105, Sulla natura dei precetti giudiziali

Legge nuova

I-II, q. 106, Sulla legge nuova (che è la legge del Vangelo) in se stessa

I-II, q. 107, Sul confronto tra la legge nuova e la legge antica

I-II, q. 108, Sulle cose che sono contenute nella legge nuova